Come nasce la collezione "C'era una volta"

La narrazione sulle creazioni degli allievi dell'Accademia di Moda Maiani è il risultato del lavoro dei nostri diplomati. L'obiettivo è la valorizzazione del processo creativo dei nostri allievi per uno stimolante confronto con il mondo del lavoro.

Pamela Rossi

C'era una volta

Boschi spogli, la terra è vuota, un manto di neve che dà oblio, ricopre e riscalda le radici. Campi inariditi, zolle grezze che come coperte proteggono semi dormienti. La terra è vuota, ma osservando attentamente, si può scoprire altra bellezza nei disegni di una corteccia che rimanda ai quadri materici, astratti di Alberto Burri, muschi, licheni e funghi dalle forme e dai colori inusuali ed inaspettati, come ornamenti, piccoli gioielli delle Driadi.

Hanno i colori delle cortecce e della soffice neve i due capi invernali. Interamente ricamati a mano per rappresentare nuove texture, inventate e ricreate con un insolito accostamento di lane, tessuti, gomme metallo [ottone], pelle e alcantara.

 

 

 

  

 

 

 

 


 

Alessandra Russo

C'era una volta.....

così hanno inizio le fiabe e con esse l'incanto con i suoi incantevoli incantesimi ed il disincanto.

Dal mondo di Fiaba è nata l'idea del mio Mood.

La Fiaba che contiene le infinite dualità della Natura e dell'Esistenza Umana: meraviglie, magie e sortilegi meravigliosi, attese e stupore, male e bene, chiaro e scuro, vecchio e nuovo, antico e moderno.

Il pensiero ha ricordato la classicità etrusca, greco e romana, il passaggio dal Medioevo al Rinascimento, dal Romanticismo all'Illuminismo per arrivare alla fine dell' 800. L'inizio del XX secolo segnato da infinite correnti di pensiero, espressive, pittoriche.

La Moda abbandona il mondo antico per avviarsi verso un mondo nuovo. Si libera dal pesante peso dei tessuti per giungere alla leggerezza, alla bellezza dei fiori, del dettaglio femminile, grazioso che fa emergere la grazia femminile.

Ho pensato far nascere la Mia Collezione dall'oscurità dell'inverno che già contiene la luce dell' estate, per condurla verso la preziosa, fresca e delicata primavera.

 

 

 

 

 

 

 


 

Carolina Serafini

The wast land

Terra desolata

All'immagine della terra desolata si ricollega l'immagine drammatica dei luoghi colpiti dal sisma del centro Italia del 2016 tra i quali ricade il mio paese dove ho trascorso tanti momenti della mia infanzia. Sull'immagine della distruzione si ispira il mio primo abito realizzato dove i tagli nel tulle rappresentano le crepe create dal terremoto e il gioco dei volumi presenti nella parte superiore lasciano immaginare nuvole di fumo presenti subito dopo i crolli e tremori della terra. Inoltre si intravedono dei piccoli fiori ricoperti di cenere e sangue, dando vita ad un presagio di morte, che subentra dopo una distruzione simile lasciando silenzio assordante e smarrimento. Il tutto è realizzato con tagli netti e violenti esso stessi rappresentano la mia rabbia e tutto il mio dolore.

Nel secondo abito invece subentra una vena più positiva della questione, il presagio di rinascita, infatti il capo è diviso a metà, realizzato da una parte in un modo e dall'altra in un altro, utilizzando tessuti molto differenti tra loro. Un concetto di vecchio e di nuovo di logorato e di solido di bello di brutto di tragedia e di speranza. Infatti nella prima metà si rappresentano le atmosfere desolate logorate e macchiate di cemento e dolore, la distruzione portata dal terremoto, nella seconda metà quella di pizzo la vera e propria rinascita la speranza di una ricostruzione che porti a qualcosa di più bello rispetto a prima. Questa divisione netta è stata voluta anch'essa in maniera decisiva per far capire che non per forza da qualcosa di brutto e terribile non possa rinascere qualcosa di bello magari migliore di prima. Nel sisma ho perso mia zia una delle persone più importanti della mia vita spero sia fiera di me ed a lei che dedico le mie creazioni.

 

 

 

 

 

 

 


 

Florin Svartz

Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono perché i bambini lo sanno già.

Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.

Credono in ogni cosa fino a quando qualcuno non gli dimostra il contrario.

Quindi crede nelle fate nei miti, nei draghi.

Tutto esiste nella fantasia !!

 

 

 

 

 

 

 


 

Omar Torres

Il termine bestie o animali è stato da sempre utilizzato con una accezione negativa per identificare atti crudeli verso i più deboli.

Eppure gli animali non compiono atti come questi,il loro comportamento è dettato sempre dall'istinto naturale della sopravvivenza a salvaguardia del loro branco e della loro prole.

Chi è dunque la Bestia?

L'uomo in quanto unico essere vivente dotato di parola e raziocinio, è il solo ad avere nozione del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto, del piacere e del dolore.

Dall'arte con Francisco Goya passando per il cinema con Tim Burton o nella letteratura con Edgar Allan Poe si è messo in luce la fragilità dell'uomo e l'orrenda varietà di sentimenti che la psiche umana riesce a contenere.

Ombre e luce, bene e male, una dualità racchiusa in due creazioni che raccontano un viaggio in perenne contrasto.

 

 

 

 

 

 

 


 

Anna Rose Yadao

I capi da me realizzati si presentano sulle note de "Il Lago dei Cigni", una classica favola d'amore tra malefici e baci del vero amore.

Ho voluto mettere in risalto il contrasto tra i protagonisti: Rothbart, mago oscuro e avido di potere e Odeth, purezza e bellezza internati nel corpo di un cigno.

I tessuti pesanti e dai toni cupi, le linee geometriche si scontrano con quelli leggeri e dai toni candidi, che fanno da sfondo al dettaglio che accomuna questi due capi: le piume. In uno sono scure ma dai colori cangianti, nell'altro sono bianche e leggere.

 

 

 

 

 

 


 

Martina Carlino

“Evil Queen” è la protagonista di due outfit donna, al confine tra bene e male in continuo conflitto con se stessa, perché devi fare due mondi. È così che prendono vita i suoi abiti da favola, dall'idea della malvagità celata dietro le stecche, gabbie contenenti il lato oscuro. Tulle e piume raccontano la medesima fiaba, nell'ambivalente chiave di lettura, dando anima hai giochi ed ai colori tramite il primo, lasciando poi esplodere il lato oscuro della polverosità della seconda. La gabbia interrotta è la testimonianza della liberazione, che Regina Evil Queen può raggiunge nel suo viaggio onirico. D'altronde non esiste lieto fine senza speranza è dedizione, senza cambiamento e trasformazione.

 

 

   

 

 

 


 

Lucia Colletti

C'era una volta... . Un regno magico tra i ghiacci. Una distesa di ghiaccio, da qui parte il mio viaggio.

Una terra ricoperta di ghiaccio evoca silenzio, sofferenza, morte. In realtà può essere un mondo fantastico cullato dal suono tranquillo dell'acqua e illuminato da luci cangianti. La Sápmi, conosciuta come Lapponia, è la patria delle montagne innevate, dei ghiacciai, dei fiumi impetuosi e delle foreste. I Sami hanno sempre condotto vita nomade, seguendo la Luna, le stelle e le aurore boreali che erano le uniche cose che permettevano di trovare la strada nella stagione buia. Gli intensi campi magnetici del Sole liberano improvvisi lampi di energia, producendo le Aurore Boreali. Queste sono uno spettacolo stupendo: il cielo sembra risplendere di luce colorata, che può assumere la forma di archi o drappeggi, splendenti e cangianti per ore. Il fascino di un territorio tanto avverso ma capace di regalare fenomeni unici, la forza di un popolo che vive in simbiosi con la natura più estrema questo è stato fonte di ispirazione per il mio project work. Le donne Sami, in particolari occasioni, indossano splendidi gioielli: grandi collane d'argento finemente cesellato, tanto grandi che in alcuni casi diventano quasi delle cotte di maglia, delle piccole ed eleganti armature a difesa del busto. Ho voluto riproporle sui due abiti rielaborandone l'essenza e creando delle applicazioni realizzate con la stampante 3d, con un materiale semi trasparente che ricorda il ghiaccio in primavera. L'imput per la scelta dei tessuti è venuto dai colori cangianti dell'aurora e dalle texture dei ghiacci che si sciolgono. Le geometrie dei due outfit sono semplici proprio come gli abiti tradizionali Sami, ma vengono impreziositi, oltre che dalle applicazioni, da drappeggi o scollature importanti che danno un tocco più metropolitano. L'intento è stato di creare un progetto che abbia diversi gradi di complessità anche se nascosti sotto un'apparente semplicità.

 

  

 

 


 

Lavinia Corlan

C'era una volta qualcos'altro tra queste mura.

C'erano dei rumori.

Voci che chiacchieravano, ridevano, urlavano.

C'erano anche degli odori. Pane, carne, cera che si scioglie, profumi costosi, legna.

Movimenti: Passi. Vita.

Le persone che abitavano qui non esistono più. La casa è vuota. Però tra le finestre e la porta, gran parte di ciò che è successo si è conservato, sospeso nel tempo, in attesa di raccontare tutte le storie a chi è curioso di intraprendere un viaggio verso un mondo nascosto.

 

 

  

 

 


 

Olimpia De Angelis

La collezione si ispira ad una favola moderna, ambientata nelle diverse epoche storiche e rivisitata attraverso i trend attuali.

Attraverso un gioco di contrasti dato dallo stile, dalle forme e dalla scelta dei tessuti, emerge una donna forte e coraggiosa, ed insieme leggiadra e romantica.

La vita alta e i tessuti leggeri ricordano i costumi dell'antica Grecia e dell'epoca neoclassica, le decorazioni e le svasature riportano alla mente l'epoca vittoriana. La lucentezza dell'oro rievoca l'epoca medievale.

Tessuti leggeri e trasparenti accostati a tessuti più corposi ed innovativi insieme alla contrapposizione del bianco con il nero sottolineano la delicatezza ed insieme la forza di una eroina dei nostri giorni.

 

  

 

 


 

Carlo Farina

Il tema del mio progetto, racchiuso nel titolo del mood “C'era una volta... ” ispirato alle fiabe, ai loro personaggi, alle loro storie.

Ho scelto pertanto di interpretare con i miei capi gli animali che compaiono nelle fiabe, e in particolare ho scelto il cigno e il corvo.

Il cigno,che spesso viene raffigurato nelle fiabe, come un animale bello ed elegante ma nello stesso tempo avvolto in un velo di mistero di oscurità e dolore.

Il corvo invece, animale che viene ricordato per la sua forza e potenza, si lega sempre ad un'idea di profondità che a volte lo riporta a pentirsi delle conseguenze delle sue azioni.

Ho cercato di conferire agli abiti uno stile uniforme, senza grandi contrasti di colore, affinché risultino eleganti ed essenziali.

 

 

 

 

 

 


 

Aleksandra Filipovic

CASTELLO NÉ IN CIELO NÉ IN TERRA

L'idea del progetto trova l'ispirazione in una fiaba popolare molto amata della Serbia medievale. Essa narra di un sovrano locale la cui figlia viene rapita da un drago e portata in un castello sospeso in aria. I tre fratelli della principessa partono alla ricerca della sorella, ma sarà solo il più piccolo a salvarla e, per la sua audacia sarà premiato dal destino: il luogo della battaglia finale ove dimora la bestia, lo strano castello, rivelerà oltre a grandi ricchezze, anche altre prigioniere, tra le quali una diventerà la sua futura consorte...

Sono quattro gli elementi della fiaba che definiranno il Mood del progetto: Medioevo, Natura locale, Castello e Drago.

MEDIOEVO porta con sé il concetto base del progetto ispirato al tema delle vesti tradizionali dei dignitari serbi e dell'architettura. L'ispirazione si legge nella linea del primo progetto, X, quanto nella densità dei colori, mentre nel secondo sarà la forma del portale romanico della chiesa monastica di Studenica (XII secolo) a definire il motivo.

NATURA LOCALE e CASTELLO creano il carattere del paesaggio locale i cui colori saranno del tardo autunno. Il secondo progetto avrà gli elementi decorativi propri dell'architettura medievale locale, ovvero il portale.

DRAGO il cui colore simbolo è il rosso darà la gamma cromatica del primo progetto unito al taglio particolare delle stoffe differenti per richiamare la sua pelle.

La materializzazione del pensiero sulla fiaba della Serbia medievale ha richiesto una sintesi di alcuni approcci. In primis è stata eseguita una indagine su come alcuni stilisti attuali hanno affrontato il problema dell'ispirazione alle epoche precedenti nella formazione dei capi attuali. È stata data la precedenza alle soluzioni progettuali che “apparentemente” non mostrano la vera fonte di ispirazione.

In seguito è stata approfondita la tendenza di applicazione del principio di origami nella moda. Una tecnica che ha richiamato l'attenzione di diversi settori, a partire dal packaging delle componenti delle astronavi ai sistemi costruttivi nel campo dell'architettura. Si tratta, quindi, di un metodo di realizzazione delle superfici, nel nostro caso per richiamare la pelle del drago del primo progetto e per riproporre il portale romanico del secondo.

Per la gamma di colori il tardo autunno in Serbia si è rivelato come la soluzione vincente sia per la scelta dei rossi, simbolo del drago per eccellenza, che per i marroni. I marroni sono stati combinati con il nero, una prassi frequente nell'espressione stilistica dell'epoca di Art déco, scelta perché ha posto le basi del design contemporaneo, in particolare di quello della moda.


 

Isa Giovannozzi

È il mondo fatato il mondo favoloso, il mondo utopicamente buono ad emergere nelle due realizzazioni da me eseguite.

Perché il lupo non morde e il coniglio non scappa.

Simboli ed icone classiche delle fiabe raccontati con parole nuove.

È così che si fondono due realtà distinte, quella della fiaba per bambini e quella dell'inventario puro, stravolgendo le stesse favole con un plus personale.

“C'era una volta... ” una piccola stilista emergente che cercava di svincolare la favola dal solito classicismo fiabesco, mantenendo la stessa cronaca rosa, ma cercando una chiave di lettura originale.

 

 

  

 

 

 


 

Silvia Giusti

La ricerca del progetto “c'era una volta” è racchiuso nell'architettura sfarzosa del rococò. Ho ripreso la maestosità dei capitelli corinzi, il panneggio dei marmi, gli specchi, l'effetto del marmo.

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 


 

Sofia Jiao Lei

Questa mini collezione di due capi è ispirata agli alberi; nello specifico si tratta di alberi invernali coperti di neve, pertanto la palette è basata sul bianco.

Un completo rappresenta la crescita degli alberi verso il cielo ed è composto da due parti: il tronco dell'albero e le nuvole.

Il secondo completo al contrario, rappresenta la crescita degli alberi verso terra ed è anch'esso composto da due parti: il tronco dell'albero e le sue radici.

I capi verranno realizzati con tecnica alta moda ed avranno manipolazioni complesse dei tessuti.

 

 

  

 

 

 


 

Sabrina Moccia

“Belve, predatori, mistero...”

Queste sono alcune delle parole chiave che mi hanno spinta a scegliere questo tema...

Le bestie possono essere creatore delle favole, tra mito e legenda, buone ma anche cattive...

Miti e leggende rappresentate da creature bizzarre e inusuali, raffigurate attraverso materiali come pelle, piume e pellicce...

 

 

 

 

 

 

 


 

 

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